sabato 18 febbraio 2012

Cose che non si possono commentare


bambini mascherati da monnezza

"..da RICICLO" mi corregge la maestra.
Sono quei momenti in cui ringrazio i numi per non avere figli.
Gia mi immagino, il pargolo rientra dall'asilo e dice "..mamma! con la classe prepariamo i costumi di carnevale!".
"Bello! e da che vi vestite?" (ti aspettavi mica un gormiti, uno zorro o banalità del genere)
"da monnezza"
"..."

Ora, lasciamo perdere la considerazione che abbiamo di questi bambini, ed il fatto che forse dovremmo riflettere su come li stiamo crescendo, ma il pensiero che affiora è un altro. Io non ho mai amato il carnevale, anche perchè mia madre usava vestirmi da fatina/principessina mentre io volevo mascherarmi da indiana. Eppure di quegli anni ricordo la scelta accurata per le coroncine, per la capigliatura, tutto fatto con una cura che non credevo possibile dalla stessa mamma che mi tirava le trecce fino a farmi piangere quando mi pettinava la mattina. Dopo qualche anno, poi, sono riuscita ad avere il vestito da indiana e ricordo la felicità quando il costume l'ho avuto ed ogni volta che l'ho indossato.

Inevitabilmente mi chiedo, ma cosa prova un bambino mentre un adulto gli posa in testa un rotolo di carta igienica?

Stuporone



..ma tu guarda..

dopo anni di notizie sull'avanzata della disoccupazione, sul problema delle pensioni, sulla povertà che aumenta, sull'inflazione che sale, la recessione che cresce, sui servizi gratuiti alle famiglie che diminuiscono e i prezzi al consumo si impennano.
Dopo non so più quante righe scritte sulle industrie che chiedono soldi per coprire il mancato guadagno e su una marea di persone in mezzo ad una strada che hanno pure smesso di chiedere un aiuto per superare il mancato lavoro.
Dopo tutte le lezioni di finanza e macroeconomia che abbiamo dovuto prendere anche solo per capire cosa vuol dire "fallimento dello Stato".
Dopo le interviste fatte a tutte le verduraie d'italia che ci hanno spiegato la formula algebrica per il calcolo dell'aumento del prezzo delle cucurbitacee dal produttore al nostro piatto.
Dopo tutto questo e molto altro ancora, la notizia odierna è che non ci sono più soldi da mettere in banca?
Cos'è una candid camera? Dobbiamo fare "Ohhhhhhhh"?

venerdì 17 febbraio 2012

Il bello, il brutto e la nausea





A Trieste c'è un centro per il cambio di sesso molto conosciuto e all'avanguardia. E' un posto dove senza tanti clamori - personaggi pubblici a parte - si aiutano alcune persone in uno dei momenti più delicati ed importanti della propria vita. L'assistenza psicologica non è trascurata, e per quanto si tratti una situazione migliorabile, sembra essere una delle eccellenze in Italia in questo tipo di operazioni. C'è di che essere fieri.

CAPITOLO I: dove il futuro sembra essere luminoso
La Regione Friuli Venezia Giulia "ha finanziato con 15.000,00 per un anno, un progetto per l'assistenza pre e post operatoria rivolto alle persone transessuali. Il progetto, promosso dal Circolo Arcigay-Arcilesbica di Trieste con la collaborazione della Clinica urologica e del Centro di salute mentale di via Gambini, prevede l'affiancamento di un gruppo di esperti durante tutto il percorso che vede coinvolto il paziente nel periodo di transizione.". Sono sinceramente contenta di questa notizia. Per quanto il fondo sia davvero ridicolo, per quanto limitato ad un anno, per quanto si avvicini molto al classico contentino. Un passo avanti ed il bicchiere è sempre mezzo pieno.

CAPITOLO II: dove cadono le braccia e i gioielli di famiglia e ci si rende conto che la luce precedente era quella di un lampo in una tempesta
Succede però che «In questi anni abbiamo creato con il Cedig un'équipe di endocrinologi, psichiatri, ginecologi e chirurghi plastici. Sono stati organizzati dei corsi di formazione per gli infermieri. Ma non abbiamo più la disponibilità delle sale operatorie». Se un tempo le sale a disposizione erano due, ora il Cedig ne può utilizzare una sola al mese" dice uno degli urologi coinvolti... Coinvolto almeno per ora, il fatto che abbia molto chiaramente fatto i nomi di quelli che ritiene responsabili, mette un grosso interrogativo sulle prossime svolte della sua carriera..

CAPITOLO III: dove per quanto ci si sforzi, si finisce sempre con una fiasca di maloox
Il giornalista fa il suo mestiere e scrive il suo articolo, più o meno liberamente, più o meno bene, più o meno dettagliatamente. Avrà un suo target di riferimento non so, ma comunque deve o dovrebbe mantenere uno standard linguistico, etico, morale, eccetera eccetera. Generalmente non si può permettere di scrivere quello che vuole, e credo mai, come vuole. I commentatori invece sono il sangue, è il pubblico dell'arena, è la folla nell'orgasmo del pollice verso. In genere una testata on line si definisce anche dalla "qualità" dei suoi commentatori. Ecco i commenti presenti all'articolo, solo 6 per fortuna, danno veramente la nausea

Decadenza

(...) fare come gli arcieri prudenti, a' quali parendo el loco dove disegnano ferire troppo lontano e conoscendo fino a quanto va la virtù del loro arco, pongono la mira assai più alta che il loco destinato, non per aggiugnere con la loro freccia a tanta altezza, ma per poter con l'aiuto di sì alta mira pervenire al disegno loro.

da "Il Principe", Machiavelli


Quando, nel video incriminato "Monti&laMonotonia", ho sentito parlare della tutela dei lavoratori come di un "venimose incontro" tra i lavoratori tutelati e i non tutelati, onestamente mi è venuto un po' a male. E mi è tornata in mente la freccia di Machiavelli (che Wotan benedica la mia professoressa di lettere). Ecco un sintomo dei tempi che corrono ed uno squarcio sul futuro. Invece di "puntare ad avere il maggior numero possibile di tutele per il lavoratore, e fare in modo di organizzarsi in modo che nessun avente diritto resti fuori e nessun non-avente diritto entri dentro" si punta ad un meno che modesto "tuteleremo di meno chi è più protetto e di più chi è meno protetto". Guerra civile tra diversamente tutelati. Come se avessimo a disposizione solo un tot numero di punti-tutela, finiti i quali siamo fottuti. Bave alle bocche e sangue agli occhi, e così passa inosservata la miseria e la pochezza del resto.
Questa considerazione dei diritti delle persone legata ad una definizione così variabile rende possibile riempirsi la bocca di parole che, svuotate di un significato comune, vengono lette da ognuno di noi in modo diverso.
Come l'oroscopo.
Ma Brezsny è più simpatico.

sabato 28 gennaio 2012

Riforme per grazia ricevuta



Succede che la giunta Pisapia decide di modificare i criteri di accesso al fondo anticrisi anche alle coppie di fatto, e già questo da solo, nell'italico Medioevo, è un passo avanti coraggioso. Succede anche che lo stesso fondo è accessibile a coppie dello stesso sesso. E questa sì, sono d'accordo, nel contesto dell'immobilismo in cui siamo impantanati può essere considerata una "fuga in avanti",in accezione positiva chiaramente.
Ovviamente questa decisione è stata aspramente criticata da destra e centro destra e ancor più ovviamente è stata criticata dal centro sinistra, dallo stesso PD.
La protesta della Presidente del gruppo consiliare PD Rozza può essere riassunta con un democristiano "Ma cribbio potevamo aspettare il 3 giugno, chè viene il Papa per l'incontro mondiale delle famiglie".
Ma le dichiarazioni che trovo essere al limite dell'assurdo sono quelle della consigliera D'Amico e del vicepresidente del Consiglio Comunale Fanzago, che dimostrando che il brain sharing è il nostro futuro parlano di "FUGA IN AVANTI", in accezione negativa, ovviamente.
Rispettivamente i colleghi dalla locuzione condivisa dichiarano:
È una decisione inopportuna perché realizza una fuga in avanti che rischia di dividere e creare conflitti, mentre questo grande tema civile va approfondito in sede consiliare, realizzando una larga convergenza tra le forze politiche

e
Una fuga in avanti – ribadisce — Tra l’altro spetterebbe al consiglio decidere i criteri per utilizzare il fondo anticrisi

Due esponenti del partito che chiede riforme elettorali, sulla giustizia, sui trasporti , il partito che dedica addirittura una pagina del suo sito alle riforme, si sentono spaesati di fronte alle "fughe in avanti".
Il momento è epocale, siamo alla nascita del concetto di cambiamento uguale. Dell'evoluzione immobile. Della novità vecchia.
Signore e signori, ecco a voi le Riforme per grazia ricevuta.

venerdì 27 gennaio 2012

Spread this!




La storia di Megaupload la conosciamo tutti. Il classico caso in cui si butta il bambino e si tiene da parte l'acqua sporca. Il ragionamento (????) fatto dall'FBI - rivisto e interpretato copyright RI - è questo:
visto che su megaupload si possono trovare contenuti che per alcuni paesi, in alcuni casi, sono illegali, non ci basta sapere che i file in questione possono essere rimossi con una semplice mail inviata al servizio di cui sopra, no, vogliamo di più, vogliamo tutto! Il sito chiude, il proprietario lo arrestiamo, gli facciamo rischiare 50 (CINQUANTA) anni di galera, e fanculo l'avarizia.
Ma visto che la questione contestata è quella della violazione di copyright, c'è qualcuno che si chiede cosa può essere contestato a chi elimina e rende inaccessibile i tera o i peta di contenuti legali. Quantità di file legali sottratti illegalmente ai legittimi proprietari.
L’FBI ha causato danni incalcolabili (...)ben superiori ai presunti danni invocati dalle lobby, in un tentativo futile di prevenire ogni accesso ai contenuti caricati su Megaupload, alcuni dei quali avrebbero violato copyright secondo la legge americana. E siccome la rete e grande, e molti di questi “contenuti illegali” sono tuttora accessibili altrove, “l’azione non solo è futile, ma è anche un modo per ricordarci che questi file non sono necessariamente illegali in vari paesi del mondo, inclusi gli Stati Uniti”. Per contro, scrivono i Pirati, “chiudendo il servizio è stato impedito l’accesso a milioni di archivi di privati e organizzazioni, causando potenziali danni economici, personali e di immagine a moltissime persone”; a voler fare le pulci, poi, l’Fbi potrebbe aver violato gli articoli 197 e 198 del Codice Penale Spagnolo appropriandosi di dati personali


Chi di legge ferisce, di legge perisce (o così si spera)

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27 gennaio, giorno della Memoria




Aggiornamento: anche Repubblica si occupa della questione, dimenticando di aggiungere che proprio la sua redazione aveva contribuito a creare questo caso..